La Chiesa di San Pietro in Vinculis ex parrocchia di Isola a Casapesenna

(di Angelo Cirillo)

Appena fuori dal centro abitato di Casapesenna, in prossimità del confine con San Cipriano d’Aversa e San Marcellino, lungo via Isola è ancora possibile incontrare la Chiesa San Pietro in Vinculis. La chiesa è tutto ciò che rimane del Casale d’Isola, un tempo feudo autonomo, che scomparve come borgata e come parrocchia nel XIX sec.

L’attuale edificio appare in un impianto tardo-quattrocentesco ma sicuramente la chiesa è di arginine precedente. Le remote Sante Visite Pastorali nominano la Parrocchia di “San Pietro in Vincoli” di fattura quattrocentesca. Dalle Rationes decimarum sappiamo che ad Isola esisteva una chiesa intitolata a San Pietro in Vinculis con il sacerdote Domenico de Mobilia che nel 1324 corrispondeva la decima per questo tempio. La parrocchia compare nel 1602 nella Santa Visita del Vescovo Bernardino Morra e poi nuovamente in quella del cardinale Innico Caracciolo informandoci delle sue pertinenze: una casa per il parroco di due vani, una quarta di terra per il giardinetto, un cortile.

Altra informazione, sempre dalla visita del cardinale Caracciolo, è una dichiarazione che fa il parroco del tempo in aggiunta: <<Dico che nella mia Chiesa vi sono tre sepolture, una particolare o si dice che sia di alcune persone di San Marcellino,e due comuni di grandi e fanciulli; la Parrocchia conta 67 persone, divise in 11 case>>.

Eretta come chiesa parrocchiale all’epoca del Concilio di Trento per la cura delle poche anime del Casale d’Isola la chiesa ha cessato queste funzioni nel 1854, tanto che nella Santa Visita di Antonio Teutonico del 1940 la chiesa di San Pietro è citata come “ex Parrocchia”. Motivo del declassamento di questa parrocchia: non beneficiava di abbastanza rendite per il sostentamento di un parroco secondo le disposizioni sinodali del tempo visto che aveva soltanto 4 moggi di terreno.

La chiesa di San Pietro in Vinculis custodisce tuttora tela raffigurante il Santo ed un affresco raffigurante Santa Maria delle Grazie. La chiesa ormai ha perso l’antica sacrestia e la cappella gentilizia poste sul lato sinistro della chiesa che furono demolite negli anni ’70 e mai più ricostruite, così come inevitabilmente persi sono il soffitto originale e l’antico tetto furono abbattuti per far posto ad una copertura in cemento e laterizi, ugualmente persi sono il pavimento maiolicato e la cantoria.

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