L’autonomia dei Territori non fu solo giurisdizionale

L’autonomia dei Territori non fu solo giurisdizionale

RUBRICA – GIUGLIANO STORIA PATRIA

(a cura di Arturo D’Alterio)

In campo religioso, l’autonomia delle Congregazioni fu conservata, almeno, fino alla metà del XVII sec. In primis, le Congregazioni laico sacerdotali di carità dei condannati a morte.

Nei Territori giuglianesi, la privativa giurisdizione feudale, in campo ecclesiastico corrispondeva al “Primiceriato cumano“. Il clero deteneva la mitra vescovile della diocesi di Cuma mai soppressa formalmente. Ogni qual volta vi era la nomina un nuovo vescovo della diocesi di Aversa, assegnataria dei Territori, l’investitura avveniva attraverso una solenne cerimonia, celebrata nella chiesa laicale di padronato dell’Università di Giugliano, Santa Sofia V. M.

Ferdinando Ughelli, erudito abate cistercense, nella raccolta in nove libri “Italia Sacra” del 1643, con queste parole riconosceva la dignità ecclesiastica al Clero Giuglianese: <<Primiceri recenseatur inter quos Cumanus habetur, Clerus Juliani, Cumanus nuncupetur,ex veterum tradizione>>.

Ancor prima, in tema di autonomia nei confronti della Mensa Vescovile, significativa a tal riguardo, una lettera inviata da re Ferdinando II d’Aragona nel 1474, al vicario capitolare della diocesi di Aversa, al momento sede vacante del vescovo. Il Sovrano intimava di far cessare l’invasione nella percezione delle rendite di alcuni chierici aversani: <<quod presbyter Paulus de Zumpulo per multos annos possederat Primiceriatum Cumanae ecclesiae cathedralis Aversanae ecclesiae subditum mediantibus bullis expeditis per quomdam Petrum Bruscam Episcopum Aversanum regium Cappellanum maiorem>>.

Il rituale del primiceriato venne poi trasformato in obbedienza da prestare nel giorno del Pastor Bonus. I parroci di Giugliano, in rappresentanza della diocesi di Cuma, e i parroci di Caivano, in rappresentanza della diocesi di Atella, offrivano una torcia al vescovo di Aversa.

© Testo di Arturo D’Alterio
In copertina: Fotografia d’epoca del particolare delle sculture di San Paolo e i due genii sulla cattedra episcopale aversana – (se si condivide l’articolo indicare le fonti).

Centro Studi Normanni

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