Nelle campagne giuglianesi la chiesa di Santa Maria a Cubito

Nelle campagne giuglianesi la chiesa di Santa Maria a Cubito

RUBRICA – I CONFINI DI LITERNUM

(a cura di Giuseppe Miraglia)

La chiesa di Santa Maria a Cubito è ubicata nelle campagne tra Giugliano e Villa Literno. L’attuale impianto architettonico risale al XIV sec. mentre risente ancora dell’impostazione di gusto tardo-bizantina che ne fa uno dei pochi esempi di questa corrente artistica nell’agro giuglianese-aversano. Dall’esterno sono in parte visibili le tompagnature delle arcate che ci lasciano pensare ad una originaria impostazione a tre navate della chiesa e che queste siano poi state abolite in seguito a lavori di restauro.

In questa zona, secondo la tradizione, sarebbe accaduto un episodio storico: mentre il re Carlo II di Napoli era a caccia ricevette la notizia dell’avvenuta canonizzazione di suo zio, re Luigi IX di Francia (conosciuto anche come San Ludovico dei Francesi), così scese dal cavallo si prostrò e baciò la terra. Da questo episodio il termine “a Cubito“, dal latino “Cubavit se” che significa “inginocchiato” o “prostrato a terra“.

L’edificio di Santa Maria a Cubito è di semplice fatture e realizzato in pietra di tufo. Il portale d’ingresso è caratterizzato sulla sommità da un piccolo finestrone rettangolare. La facciata è completata da un semplice croce di ferro che si staglia sulla cuspide che disegna il colmo del tetto a capanna. La pianta rettangolare ad unica navata, è caratterizzata ai suoi lati da una serie di tre arcate per lato. Il soffitto è piano, mentre la zona absidale, molto più bassa del resto della chiesa, è sormontata da una cupola semisferica. All’esterno la chiesa è dotata di un campanile a vela, con due piccole campane, posizionato in prossimità della zona absidale.

Capiamo che il nome “a Cubito” è dato alla chiesa per metonimia dalla strada di Santa Maria a Cubito, tracciata nel XIX sec. in epoca borbonica, questa partendo dalla zona di Capodimonte (Napoli) giungeva a Falciano del Massico e Sessa Aurunca (Terra di Lavoro) passando per Vico di Pantano (oggigiorno Villa Literno). Secondo lo storico giuglianese Agostino Basile la chiesa un tempo si trovava nel distretto di Giugliano poiché era la strada il confine tra la giurisdizione di Giugliano e quella di Vico di Pantano. Oggi infatti Via Santa Maria a Cubito passa davanti alla nostra chiesa mentre in passato il suo tragitto la toccava nella zona absidale (quindi dalla parte di dietro). In effetti i confini sono mutati nell’ultimo secolo.

© Foto e testo di Giuseppe Miraglia
In copertina: Veduta d’insieme della chiesa di Santa Maria a Cubito – (se si condivide l’articolo indicare le fonti).

Centro Studi Normanni

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