Il Convento dei cappuccini di Aversa al centro delle rivoluzioni napoletane

Il Convento dei cappuccini di Aversa al centro delle rivoluzioni napoletane

RUBRICA – I CONFINI DI LITERNUM

(a cura di Giuseppe Miraglia)

Originariamente intitolati alla Santissima Trinità, la chiesa ed il convento – conosciti oggi come “dei Cappuccini di Aversa” – si presentano in stato di abbandono. Il rudere, profondamente danneggiato dal tempo e dall’incuria degli uomini, rischia di sparire per sempre. In passato il convento fu crocevia di uomini illustri e sede di avvenimenti storici importanti per la diocesi e per il Regno di Napoli.

Il Convento dei cappuccini fu costruito nel XVI sec. su richiesta del vescovo Fabio Colonna; nel 1545 il provinciale dell’Ordine dei frati minori cappuccini, padre Bernardino da Bisignano, accettò di fondare il convento (al tempo il Ministro generale dei minori cappuccini era padre Francesco da Iesi). Secondo il Celentano nel 1545 si iniziò a scavare nel sito di Monticelli ma già nel 1549 si preferì costruire altrove la chiesa conventuale.

Micco Spadaro, 1647 circa, Punizione dei ladri al tempo di Masaniello

Dal volume “Insediamenti di Cappuccini e Cappuccine in Campania, sintesi storiche (1530-2000)” di Fiorenzo Ferdinando Mastroianni sappiamo che: nel 1559 padre Girolamo da Pistoia vi ebbe come alunno Mattia Bellintani da Salò; nel 1567 il capitolo generale vi stanziò uno degli otto studi generali dell’Ordine. Il 26 dicembre del 1647, i rappresentanti delle fazioni prodotte dalla “Rivolta di Masaniello” si incontrarono proprio nel Convento di Aversa per stabilire le sorti della “Reale Repubblica Napoletana“.

Ancora alla fine del XVIII sec. la SS. Trinità fu luogo di studi per i frati minori cappuccini e nel 1791 fu sede di una scuola pubblica governativa; fu anche casa di noviziato. Al tempo della “Repubblica Napolitana” del 1799 padre Gabriele a Nevano, già vicario di Aversa, fu accusato dai filo-francesi, in seguito a ciò fu arrestato e tenuto con i ceppi e le manette sino al ritorno del regime borbonico.

L’esercito francese del generale Championnet entra a Napoli il 23 gennaio 1799

Proprio dai governanti francesi nel 1811, con i provvedimenti napoleonici di soppressione degli ordini contemplativi, il Convento della SS. Trinità di Aversa fu soppresso. Il sindaco del tempo protestò con i francesi perchè mantenessero i cappuccini in città; dagli atti del tempo abbiamo testimonianza di numerose opere di assistenza e carità che i frati praticavano nella città e delle quali gli aversani non volevano essere privati. Alle tante proteste il Ministro rispose che l’opera dei Cappuccini poteva essere svolta dai 119 preti di Giugliano, dai 28 di Trentola e dagli altri di Parete e di Lusciano.

Terminò così la presenza cappuccina nel Concento della SS. Trnità di Aversa ma non terminò la storia di questo complesso ricco di Storia, Cultura e Identità.

© Testo di Giuseppe Miraglia
In copertina: Fotografia di Giuseppe Miraglia del rudere del Concento dei cappuccini ad Aversa – (se si condivide l’articolo indicare le fonti).

Centro Studi Normanni

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