Maria SS. Dolorosa nella cappella laicale dell’Università di Casal di Principe

Maria SS. Dolorosa nella cappella laicale dell’Università di Casal di Principe

PUNTI DI VISTA: I FOCUS DEL CENTRO STUDI NORMANNI

(a cura di Pasquale Fedele – Responsabile Servizio Archivio e Editoria)

Sul lato sinistro del transetto della chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore si conserva l’altare “civico” della Madonna dei Sette Dolori, anche detta “la Dolorosa”.

Questa era un’antica cappella laicale di Casal di Principe – la terza per prestigio – amministrata da due “economi” laici e da un sacerdote “procuratore” (i sacerdotini furono regolarmente eletti fino al 1770). Spettava al parroco eleggere annualmente queste tre figure che avevano il compito di gestire i beni, spesso fondi agricoli, della cappella e provvedere alla celebrazione della festa nella settimana di Passione. La Cappella riorganizzava poi la stessa festa, con processione, messa cantata, vespri e spari di mortaretti, anche la terza domenica di settembre.

Nella seconda metà del XVIII sec., almeno fino a quando il tribunale misto di Terra di Lavoro sconsigliò la partecipazione degli ecclesiastici nella gestione dei luoghi pii laicali, era annualmente affidata dal parroco Nicola De Virgilio al suo sacerdote “assistente” Angelo Scalzone. Questi fu procuratore della Dolorosa con certezza dal 1770 al 1776 (soltanto nell’anno 1774 cedette il beneficio ad un suo parente, Luca Scalzone, confessore della parrocchia di Sant’Andrea ad Aversa).

Probabilmente furono proprio gli amministratori della Cappella della Beata Vergine dei Sette dolori a provvedere alla riorganizzazione architettonica della stessa già ad inizio del XVIII sec.; i lavori furono possibili anche grazie ad una dotazione da parte del barone di Casal di Principe (della famiglia Gargano) ed all’assistenza degli eletti dell’Università (l’Università di Casal di Principe era l’istituzione antenata dell’attuale Comune). A dimostrazione di questa dotazione resta l’altare in marmo policromo intarsiato della prima metà del VIII sec. ed il quadro della Vergine “Dolorosa” – sempre dello stesso periodo – che riporta ancora l’iscrizione <<Universitas Fecit>> (fatto o meglio donato dell’Università).

Ambito campano, Maria dei sette dolori, XVIII sec., Chiesa del SS. Salvatore (Casal di Principe)

La tela, racchiusa in una preziosa cornice di legno dorato,  raffigura la Vergine Maria ai piedi della Croce dopo la deposizione del corpo di Gesù. Nell’immagine di Casal di Principe la Madonna è accompagnata da due angeli: il primo affranto dalle sofferenze dalle Madre; il secondo nell’atto di mostrare il “Velo della Veronica”.

Come tradizionale simbolo del suo titolo di “Dolorosa” la Vergine ha il petto trafitto da sette spade ed ha ai suoi lati gli strumenti della passione: il guanto che colpì Gesù durante la derisione da parte dei soldati; la brocca per l’acqua usata da Pilato per il lavaggio delle mani; il calice dell’Ultima Cena, la lanterna usata dalle guardie per riconoscere Gesù nell’orto del Getsemani; la tunica di Cristo; un tamburo e i dadi usati dai soldati per tirare a sorte la tunica; il flagello; le fruste di saggina; la scala; il sudario col volto di Cristo (retto dall’angelo); la corona di spine; la lancia del centurione; la spugna imbevuta di aceto; i chiodi della crocifissione con martello e tenaglia; la colonna della flagellazione (non sono tutti visibili, per esempio manca il gallo che cantò per il rinnegamento di san Pietro).

© Testo di Angelo Cirillo
In copertina: Particolare della Madonna dei sette dolori a Casal di Principe – (se si condivide l’articolo indicare le fonti).

Centro Studi Normanni

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